martedì 5 ottobre 2010

Fiamma Nirenstein, per come la vedo io...

Fiamma Nirenstein, per come la vedo io, e' un personaggio di successo. Ha una storia personale che lei reputa interessante, quella di una militante di sinistra delusa, in quanto ebrea, da una sinistra in cui credeva non ci fosse spazio per i pregiudizi. Non e' molto diversa da quella delle donne deluse dal compagno che si trasforma in marito autoritario e sciovinista.  O da quella di immigrati meridionali, militanti instancabili che non sono riusciti a fare carriera nel Partito e che in sezione si dovevano sopportare pure le battute sui terroni. Per non parlare di gay costretti a restare nascosti ai compagni di Partito. 

Quella della sinistra che delude le aspettative e' una storia in cui non si identificano solo gli ebrei. La Nirenstein  racconta della sua giovinezza idealista in kibbutz, e di come crescendo e' stata delusa da una sinistra-mamma contro la quale, adesso fa pe pernacchie ogni volta che puo'. E racconta, come ogni figlio ribelle (me incluso, so di cosa sto parlando) guardate qui quanta strada ho fatto, come mi sono affermata, senza chiedere il permesso a voi per essere quel che sono.

Adesso gli opliti del bene sembrano tante pettegole di paese che se ne stanno a ripetere "L'avevo detto che la' finiva male, ecco, l'avevo detto io, le cattive compagnie". E mi fanno ridere. In questo match tra ragazza scapestrata e pettegole di paese, la prima mi sta decisamente piu' simpatica.

Nel 1982 ci fu l'attentato alla sinagoga di Roma, annunciato nel corso di una manifestazione sindacale, e ci scappo' pure il morto. Il leggendario servizio d'ordine della CGIL, guardacaso, non riusci' mai a individuare chi aveva lasciato quella bara (voi capite, una bara si nasconde facilmente, no?); mentre riusciva senza problemi ad individuare chi portava una chiave inglese di troppo nei cortei. Gli ebrei italiani che stavano nella CGIL abbozzarono, e mandarono giu' anche quella. Per il bene del Partito, ovviamente. 

Adesso gli ebrei italiani che stanno nel PDL abbozzano, mandano giu', e accettano questa immonda porcheria pronunciata da un fascista mai pentito. Anche quella della Nirenstein, gia'. Sara' che vivo lontano dall'Italia, ma queste reazioni a me sembrano davvero sottotono e inadeguate. Perche', dicono loro, c'e' di mezzo il bene e l'immagine del loro Partito. 

Forse e' il caso di chiedersi come mai in Italia, un po' tutti passano sopra cosi' facilmente al bene comune, in nome dell'immagine del loro Partito. Mica solo gli ebrei, eh. Che pero' mi sembrano straordinariamente, come era la parola? integrati, ecco.

3 commenti:

leftheleft ha detto...

Con una differenza però, delle dichiarazioni del ciarrapico fascista ed antisemita (facevano piangere i giornalisti che dicevano "chissa se è una affermazione antisemita") se ne è saputo,della vicenda della KGIL e dell'attentato alla sinagoga io ad esempio (che mi ritengo una informata più della media rispetto alle porcherie rosse) l'ho appreso leggendo il tuo post (non dell'attentato alla sinagoga, ma delle circostanze).
Fra le dichiarazioni antisemite del fascista e l'attentato, tra l'altro ci sono dei morti di differenza.
Le reazioni alle dichiarazioni, di chi si dice amico di Israele, tra l'altro rese in parlamento, sono state inadeguate?
Sicuramente.

נחום ha detto...

La mente umana tende a rimuovere gli episodi imbarazzanti, e quella storia della bara precedente l'attentato, e' un classico episodio imbarazzante. Come pure il successivo discorso di Luciano Lama, a cadavere ancora caldo: chiedeva agli ebrei italiano di dissociarsi da Israele.

Yossarian ha detto...

Quella della sinistra che delude le aspettative e' una storia in cui non si identificano solo gli ebrei. .

Dillo a me; cosa credi che io sia nato criptofscista, qualunquista e guerrafondaio? :-)

Fino all'11 settembre 2001 ero decisamente di sinistra. Ho avuto anche un annetto rifondarolo.

In realta' uno dei miei problemi con la sinistra sin dagli anni 70 era proprio la posizione su Israele che io ovviamente rigettavo e disprezzavo.

Dopo l'11 settembre ho capito che la sinistra era alla totale bancarotta morale e ho deciso che non sarei mai piu' stato associato a gente che faceva apologie di assassini e dittatori.

Coltivo ancora certe idee di sinistra o socialdemocratiche (welfare, giustizia sociale etc etc), ma per me la sinistra e' morta per sempre.

E quando dico per sempre, intendo per sempre.