venerdì 8 ottobre 2010

in difesa di Berlusconi



ROTFL. Scusate, io quegli ammenicoli come questo non li metto mai, ma questa volta non riesco a trattenermi. Sto, letteralmente Rolling On The Floor Laughing. Ho letto questa missiva degli  Ebrei contro l'occupazione.

Tanto per chiarire, questi signori sembrano convinti di due scempiaggini grosse come una casa:
a) che essere ebrei conferisca chissa' quale autorita' morale;
b) piu' gli ebrei si distaccano da Israele, piu' esso diventera' simile a come loro lo desiderano.
E sono convinti di combinare qualcosa di buono nella vita se convincono tanti ebrei a dire che Israele. e' brutta e cattiva. Trovare ebrei incazzati con lo Stato di Israele non e' difficile, in Israele ce ne sono molti, particolarmente quando arriva il periodo di pagare le tasse. Ma questi signori Ebrei contro l'Occupazione sono piu' interessati a cercare di suscitare l'indignazione verso Israele, da parte degli ebrei della Diaspora. perche'? Per un caso clinico di ragionamento circolare. E cioe' ritengono che per essere ragionevole Israele deve cessare di essere ebraico, ed in questo modo avra' una autorita' morale.

Tralascio qualsiasi speculazione su quale tipo di Israele questa gente vorrebbe. Quando glielo si va a chiedere parlano di due popoli due Stati piu' ritorno dei discendenti dei profughi arabi  dentro i confini di Israele (e cioe' vogliono due Stati, nessuno dei due ebraico). Oppure delirano sullo Stato binazionale, e spiegano quanto sara' bello vedere gli ebrei ridotti a minoranza e protetti da Hamas. A volte raccontano pseudostorie su come ebrei e arabi sono sempre andati d'accordo, a qualsiasi latitudine ed in qualsiasi posto, che viene da chiedersi come mai non si siano sposati.

A proposito: le volte che ho incontrato qualcuno di questi ebrei contro l'occupazione, sorpresa sorpresa, ho scoperto che avevano sposato persone non ebree e che i loro figli non ricevevano una educazione ebraica.  L'ebraismo, per loro, e' come minimo una imbarazzante faccenda, da non trasmettere ai propri figli. La mia impressione e' che non sappiano nemmeno loro chi sono e cosa vogliono, da' solo loro molto fastidio che gli ebrei siano un popolo come altri, che quando sono feriti sanguinano e si incazzano.

La scemenza della autorita' morale ebraica e' talmente popolare che, in giro per il mondo c'e' gente disposta a farsi passare per ebreo senza esserlo, pur di dare contro ad Israele. Vedi questo caso qui, per esempio. Una signora tedesca di sessanta anni, cresciuta quando la Germania stava facendo i conti con il suo passato, e che si sara' trovata come molti coetanei a chiedere a genitori e nonni "Ma voi dove eravate?"  Ogni generazione ha la sua percentuale di sciroccati, e nella testa di questa signora saranno nate idee bacate sulla autorita' morale. 

Non tanto diverso il ragionamento, chiamiamolo cosi', dei baldi autori, baldamente ebrei, e baldamente contro l'occupazione, della balda lettera al manifesto, quotidiano che regala balde risate ogni volta che lo si apre. Dunque, esiste un "establishment occidentale" su cui, va da se', hanno molta influenza le "lobbies filoisraeliane." Che pero', siccome sono gente istruita ed educata, si sono improvvisamente disamorati del guitto Berlusconi, e cercano pertanto uno piu' presentabile e docile. Questa e' la ragione della polemica di "potenti lobbies Obamiane" contro la corruzione di Berlusconi. Questa e' anche la ragione, tenetevi forte, dell'atteggiamento di condanna della Chiesa cattolica verso l'immoralita' di Berlusconi.

Cioe', ad un certo punto il direttore di Famiglia Cristiana ha ricevuto una telefonata da parte di un tizio dell'entourage di Netanyahu, che gli ha detto: "Senti un po', tu', clero, devi sapere che i miei amici la' in alto sono  stufi di Berlusconi, fa il guitto e ci fa fare cattiva figura nel salotto buono,  che poi comunque eanche il salotto e' nostro ma non stiamo a sottilizzare. Diciamo tra qualche giorno partira' un attacco, voi che fate?" Quel poveruomo del direttore di Famiglia Cristiana non ha potuto che adeguarsi alla campagna, ed assieme a lui tutta la stampa cattolica ed ovviamente tutte le gerarchie ed i vescovi. Tutti contro Berlusconi, che e' cattivo e dice le parolacce. Bestemmia anche, vero, ma dovete capire che il vero problema, per le lobbies potenti e filoisraeliane, sono le figuracce che questo guitto fa loro rimediare.

Non e' finita. Perche' e' ovvio che anche gli industriali italiani, siccome stanno scaricando Berlusconi (il che e' chiarissimo, vero?) sono sotto minaccia da parte di queste lobbies, che non si riescono a nominare, e questa e' una prova che loro sono tanto potenti, perche' come vedete sanno anche cammuffarsi bene. Per questa ragione anche gli industriali si sono aggregati alla campagna contro il Presidente del Consiglio eletto dalla maggioranza degli italiani, e fanno capire che e' giunta l'ora di cambiarlo. Tutto per compiacere le lobbies, esatto, ed in spregio della volonta' popolare. 

Gia'. Il Caimano, il cav. Banana, il duce di Arcore, il nano malefico, il dittatore populista mediatico, il responsabile del rincoglionimento catodico di almeno due generazioni, il datore di lavoro dei mafiosi, il piduista, il fascista, ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. e' diventato la vittima di proditori e vili attacchi da parte dei Savi di Sion, che oramai hanno occupato anche la Chiesa e la Confindustria. Ci manca solo la tirata contro i giudici comunisti  e sembra di leggere roba scritta dai piu' fedeli sostenitori di Silvio. Invece no, sono i compagni ebrei contro l'occupazione.

Mi sono trovato a ruzzolare giu' dalla sedia in preda ad un attacco di risa, letteralmente tramortito dalla portata della rivelazione. Una volta ricompostomi ho continuato a leggere e sbadabum! sono ruzzolato di nuovo per terra, stavolta ridendo in maniera ancora piu' sguaiata. Mi aspettavo di leggere un appello conclusivo a mobilitarsi in difesa di Berlusconi, presidente eletto dal popolo ed attualmente minacciato dalle lobby filoisraeliane. Invece ho trovato un demenziale appello a Furio Colombo ed Amos Luzzatto, affinche' usino "tutta la loro influenza" per fermare le politiche dello Stato di Israele.

Cioe', io me lo vedo proprio il governo di Israele, preoccupatissimo perche' in Italia un giornalista ed un intellettuale hanno deciso di "usare tutta [ma proprio tutta, eh] la loro influenza". Accidenti, mi preoccuperei davvero. Voi capite, si parla di esponenti dell'ebraismo italiano, una percentuale assai significativa della popolazione mondiale ebraica. Se quelli si mobilitano, allora sono fragole per tutti. Sapete, c'hanno tanta di quella autorita' morale da vendere...

Vorrei anche comentare anche quelle due righe due in cui,  a chiusura di una lettera di quaranta righe e di un paragrafo di una dozzina di rige. Simmetricamente i compagni ebrei contro l'occupazione affermano di volere vedere ("I have a dream") i loro compagni distaccarsi da "antisemiti e fascisti conclamati di certi gruppi e gruppetti a cui si sono associati". Di piu' non spiegano e a me questa roba sembra cripitica, ma certo con tutta la loro autorita' morale ci sara' firo di gente che li ascolta, questi compagni ebrei contro l'occupazione. Il manifesto ha pubblicato la loro lettera, aoh, mica son scherzi. Dico, vorrei commentare anche queste due righe, ma sto ancora ridendo. 

[vi anticipo la puntata successiva. Qualcuno degli ebrei contro l'occupazione si affannera' a spiegare  a fascisti ed antisemiti associati che c'e' differenza tra ebraismo e sionismo, e che loro, proprio perche' sono ebrei, sono i migliori alleati nella lotta contro l'occupazione. Ci aggiungera' un po' di kitsch sovietico anteguerra, chesso', magari la proposta di Stalin di trasferire la popolazione ebraica nel Birobidzhan, che dimostrerebbe la sua buona predisposizione verso le aspirazioni nazionali ebraiche. Mentre lo scambio di territori, senza spostamento di popolazione, che propone un ministro israeliano, e' invece un progetto razzista, colonialista, genocidiarista e sbroc sbroc]

giovedì 7 ottobre 2010

ebrei in vendita



Nel 1940 Hillel Kook, assieme ad un gruppo di altri militanti sionisti nazionalisti, si trovava negli USA, per raccogliere fondi e organizzare il supporto delle comunita' ebraiche americane verso le aspirazioni nazionali del popolo ebraico. Si faceva chiamare Peter Bergson, per evitare di imbarazzare un suo importante parente rabbino. E cosi' il gruppo degli attivisti intorno a lui divenne noto con il nomignolo di Bergson boys. Sono tra i primi a comprendere la portata dello sterminio, quando iniziano ad arrivare in America le notizie dall'Europa.  Organizzano la prima manifestazione in cui sfilano rabbini. Pubblicano inserzioni pubblicitarie, una delle quali la vedete sopra e si riferisce a una posizione del governo rumeno, che si era dichiarato disposto a spedire in USA la popolazione ebraica, a condizione che altri pagassero loro il biglietto. Il drammaturgo Ben Hecht mette in scena al Madison Square Garden uno spettacolo teatrale, colonna sonora di Kurt Weil, che si intitola We Shall Never Die e a cui assistono decine di migliaia di persone.

La leadership dell'ebraismo americano e' spaventata. Temono che tutta questa visibilita' porti acqua al mulino degli antisemiti. Cosi' cercano di isolare il gruppo. Bergson ed i suoi vengono definiti fascisti, terroristi. Le loro finanze passate al setaccio nel tentativo di espellerli dal Paese. Le organizzazioni ebraiche si affannano a dichiarare che si tratta di una isolata e folle minoranza. Ma centinaia di migliaia di americani appoggiano il gruppo, accorrono a vedere gli spettacoli, finanziano il "Comitato per la Salvezza degli Ebrei d'Europa" che Kook ed i suoi hanno fondato. La campagna permette di aumentare le quote per l'immigrazione ebraica. E motiva Roosevelt a scendere in guerra. Sua moglie era una fiera sostenitrice pubblica dei Bergson Boys.

Al termine della guerra i Bergson Boys raccolgono fondi per la Resistenza ebraica. Hillel Kook ritorna in Israele (a bordo della famosa nave Altalena) ed entrera' in Parlamento con le prime elezioni. Sognava, come il suo maestro Jabotinsky, una "Repubblica Ebraica di Palestina", con una Costituzione e la separazione tra religione e Stato. Si trova comunque male nella Israele di quegli anni, in cui si continua a parlare di socialismo anche dopo la scelta dei sovietici di supportare il nazionalismo arabo. Ritiratosi dalla politica, mantiene una presenza vivace, e nel 1969 e' il primo a parlare di "due popoli, due Stati". Muore agli inizi del 2000, ed ancora adesso gli spettacoli teatrali ispirati alla sua vita fanno il tutto esaurito, ma le istituzioni americane che commemorano la Shoa hanno qualche problema ad includere i Bergson Boys nelle loro ricostruzioni. 


mercoledì 6 ottobre 2010

chi lo avrebbe mai detto

Nel 1920 funzionari britannici incoraggiavano il Mufti' di Gerusalemme ad attaccare il quartiere ebraico di Gerusalemme. Ne seguirono quelli che sono noti come i massacri di Nebi Mussa. 

La polizia britannica si limito' ad intervenire dopo i massacri, arrestando ... avete indovinato, commercianti ebrei. Quelli rimasti vivi, voglio dire.


E son cose che si scoprono solo ora. Kippah tip ad Israel Meldad.

martedì 5 ottobre 2010

Fiamma Nirenstein, per come la vedo io...

Fiamma Nirenstein, per come la vedo io, e' un personaggio di successo. Ha una storia personale che lei reputa interessante, quella di una militante di sinistra delusa, in quanto ebrea, da una sinistra in cui credeva non ci fosse spazio per i pregiudizi. Non e' molto diversa da quella delle donne deluse dal compagno che si trasforma in marito autoritario e sciovinista.  O da quella di immigrati meridionali, militanti instancabili che non sono riusciti a fare carriera nel Partito e che in sezione si dovevano sopportare pure le battute sui terroni. Per non parlare di gay costretti a restare nascosti ai compagni di Partito. 

Quella della sinistra che delude le aspettative e' una storia in cui non si identificano solo gli ebrei. La Nirenstein  racconta della sua giovinezza idealista in kibbutz, e di come crescendo e' stata delusa da una sinistra-mamma contro la quale, adesso fa pe pernacchie ogni volta che puo'. E racconta, come ogni figlio ribelle (me incluso, so di cosa sto parlando) guardate qui quanta strada ho fatto, come mi sono affermata, senza chiedere il permesso a voi per essere quel che sono.

Adesso gli opliti del bene sembrano tante pettegole di paese che se ne stanno a ripetere "L'avevo detto che la' finiva male, ecco, l'avevo detto io, le cattive compagnie". E mi fanno ridere. In questo match tra ragazza scapestrata e pettegole di paese, la prima mi sta decisamente piu' simpatica.

Nel 1982 ci fu l'attentato alla sinagoga di Roma, annunciato nel corso di una manifestazione sindacale, e ci scappo' pure il morto. Il leggendario servizio d'ordine della CGIL, guardacaso, non riusci' mai a individuare chi aveva lasciato quella bara (voi capite, una bara si nasconde facilmente, no?); mentre riusciva senza problemi ad individuare chi portava una chiave inglese di troppo nei cortei. Gli ebrei italiani che stavano nella CGIL abbozzarono, e mandarono giu' anche quella. Per il bene del Partito, ovviamente. 

Adesso gli ebrei italiani che stanno nel PDL abbozzano, mandano giu', e accettano questa immonda porcheria pronunciata da un fascista mai pentito. Anche quella della Nirenstein, gia'. Sara' che vivo lontano dall'Italia, ma queste reazioni a me sembrano davvero sottotono e inadeguate. Perche', dicono loro, c'e' di mezzo il bene e l'immagine del loro Partito. 

Forse e' il caso di chiedersi come mai in Italia, un po' tutti passano sopra cosi' facilmente al bene comune, in nome dell'immagine del loro Partito. Mica solo gli ebrei, eh. Che pero' mi sembrano straordinariamente, come era la parola? integrati, ecco.

domenica 3 ottobre 2010

e ci risiamo

E cosi' si e' venuto a sapere che il boss di J Street, Jeremy Ben Ami, ha fatto -dice, finalmente, lui- due o tre telefonate a parlamentari USA. Li voleva incoraggiare ad incontrarsi con il giudice Richard Goldstone, autore di un discutible, e discusso, report sul conflitto a Gaza. 

Quale sorpresa, Ben Ami aveva sostenuto esattamente il contrario, non piu' tardi di due settimane fa.

Ma naturalmente, e' tutto un complotto, e figuriamoci.


sabato 2 ottobre 2010

Si', si', la ho letta anche io la indecente uscita di quel fascista di Ciarrapico. Si' certo, nelle viscere di -ahime'- una bella fetta di Italia, giudeo e' sinonimo di Giuda e generalmente tradimento. Indecente e vergognoso, come giustamente notato, tra gli altri, da Gramellini su La Stampa. Per citare il ritaglio di stampa che e' arrivato fin quassu', tramite la pagina di facebook di un giornalista algerino che lavora in una radio milanese di sinistra. A cui pero' ho fatto notare che questa manfrina degli ebrei che non sono mai completamente leali, la si e' sentita anche qui, in Inghilterra, in quel paio di occasioni di cui ho parlato qui

E cioe' gli indecenti sospetti versati addosso all'ambasciatore inglese in Israele, solo perche' ebreo. E quelli ugualmente ripugnanti che l'ex ambasciatore britannico in Libia ha messo nero su bianco in un suo articolo pubblicato dall'Indipendent. Ce l'aveva, l'ambasciatore, con il fatto che due componenti della commissione di inchiesta sulla guerra in Irak fossero ebrei. Ce ne e' pure una musulmana, ma la cosa non lo fa arrabbiare.  

Dal momento che si condanna, e giustamente, Ciarrapico quando insinua sospetti di doppia lealta', mi aspetterei uguale e sdegnata condanna per questi rigurgiti antisemiti provienienti da non diplomatica fonte.

Macche'. Il giornalista di cui sopra si indigna si offende e pretende le scuse. Nessun commento sulla faccenda. E nessuna condanna. Incazzatissimo, mi comunica che mi ha levato dalle amicizie di facebook, perche' io non ho il diritto di giudicare lui, perche' non lo conosco, non conosco la sua storia, non conosco i suoi valori e comunque lui manco le ha lette, le notizie che ho segnalato.

Pero' ha gia' deciso che stavo provocando. Ora, io non sono un conduttore radiofonico, non sono nemmeno un giornalista, e mi sa che lui , il giornalista, conosce di me molto meno di quel che io conosco di lui. Visto che per molto tempo sono stato persino tra i sostenitori economici della emittente in cui lui lavora - e dai cui microfoni rende note le sue posizioni e persino i suoi valori.

Pero' tutto ad un tratto mi sono ricordato che anni fa, quando ascoltavo la sua trasmissione dedicata alla musica rai, gli avevo anche fatto avere l'mp3 di questa canzone, che e' la traduzione in ebraico di una splendida canzone rai di Cheb Khaled. Che non e' andata in onda. Guarda te che che strana coincidenza.


venerdì 1 ottobre 2010

competizioni

 פיהוק

Qui sopra c'e' scritto sbadiglio, in ebraico. E questo e' un post per Yossarian e Rosa. In un loro scambio di opinioni mi pare di aver visto ri-balenare la querelle piu' antica, e noiosa, cui ho mai preso parte. E cioe': e' piu' antisemita la destra oppure la sinistra?

Dunque, abbiamo un quotidiano che pubblica articoli di politica internazionale secondo cui una cricca di ebrei ultraconservatori si e' infilata nei posti cruciali della Casa Bianca e da li' ha preso in ostaggio la politica mondiale. Scopo di questi fanatici e' instaurare una regime teocratico e razzista in Israele (e ci sono ormai riusciti) e rafforzare il dominio delle elite capitaliste in tutto il mondo. Intendono naturalmente sterminare i palestinesi, annettere la loro terra, su cui i nativi vivono da millenni in comunione armoniosa con l'ambiente, e per questa fase del loro satanico piano contano sull'appoggio della estrema destra cristiana protestante fondamentalista. Questi fanatici ebrei fanno buon uso della fama di perseguitati che accompagna gli ebrei, e che e' francamente un po' esagerata (perche' in guerra mica solo gli ebrei hanno sofferto, che diamine!) e che e' stata indubbiamente amplificata da un uso accorto dei media, soprattutto quelli americani, che da decenni tengono i cittadini all'oscuro delle malefatte commesse da ebrei e sionisti. All'interno del mondo ebraico, solo una piccola minoranza tiene testa a questa cricca che, abusando della parola antisemitismo, ha creato una atmosfera di paura, sospetto e terrore. Chi osa dire qualcosa a loro contrario viene inevitabilmente emarginato.

E poi c'e' un giornalista che pubblica articoli di politica internazionale secondo cui una cricca di ebrei ultraconservatori si e' infilata nei posti cruciali della Casa Bianca e da li' ha preso in ostaggio la politica mondiale. Scopo di questi fanatici e' instaurare una regime teocratico e razzista in Israele (e ci sono ormai riusciti) e rafforzare il dominio delle elite capitaliste in tutto il mondo. Intendono naturalmente sterminare i palestinesi, annettere la loro terra, su cui i nativi vivono da millenni in comunione armoniosa con l'ambiente, e per questa fase del loro satanico piano contano sull'appoggio della estrema destra cristiana protestante fondamentalista. Questi fanatici ebrei fanno buon uso della fama di perseguitati che accompagna gli ebrei, e che e' francamente un po' esagerata (perche' in guerra mica solo gli ebrei hanno sofferto, che diamine!) e che e' stata indubbiamente amplificata da un uso accorto dei media, soprattutto quelli americani, che da decenni tengono i cittadini all'oscuro delle malefatte commesse da ebrei e sionisti. All'interno del mondo ebraico, solo una piccola minoranza tiene testa a questa cricca che, abusando della parola antisemitismo, ha creato una atmosfera di paura, sospetto e terrore. Chi osa dire qualcosa a loro contrario viene inevitabilmente emarginato.

La domanda di cui sopra va riformulata in questo modo: chi e' piu' antisemita tra i due? Ed e', avete indovinato, una riformulazione dell'antico ed appassionante enigma:

La vita e' sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?