domenica 8 agosto 2010

s'ha da fare o non s'ha da fare?

Due opinioni a proposito del centro Cordoba, che verra' costruito a New York, a pochi passi da Ground Zero.

La prima sta sul blog di Dov Baer, una delle voci piu' intelligenti della giudeo-bloggofera. Ed e' un rabbino israeliano.

La seconda e' di una signora musulmana, ed e' un articolo pubblicato dal Washington Post.

Quale e' a favore? Quale e' contrario? Lo lascio leggere a voi. Se poi il mio amico Yossarian volesse aprire il dibattito...

5 commenti:

Valentina Piattelli ha detto...

Mmm... davvero interessante.
Hanno ragione entrambi, ho paura.
E anche se condivido la prospettiva pessimista della signora iraniana, credo che non ci sia altra scelta che dar retta all'ottimismo del rabbino: se c'è anche una sola possibilità che il centro islamico serva per promuovere un Islam moderato, vale la pena rischiare.

Yossarian ha detto...

Guarda Nahum, alcune considerazioni perche' si tratta di una vicenda interessante che ha messo ebrei contro ebrei e mussulmani contro mussulmani.

Se proprio dobbiamo attribuire un qualche significato a Ground Zero, io ne farei una sorta di "monumento" contro i fanatismi religiosi in generale. Tutti. Ergo eviterei qualsiasi edificio religioso di qualsiasi confessione.


Ciodetto, credo che quella del sindaco Bloomberg sia un'operazione di PR piuttosto vacua.

I veri motivi del risentimento - legittimo o no - di tanti mussulmani non stanno a Ground Zero, ma in Iraq e Afghanistan.

Onestamente credo che alla luce dell'importanza che i simboli hanno nelle religioni, costruire ora un centro di cultura islamica a Ground Zero, sia una iniziativa precoce e di dubbia utilita' finche' non si affronta l'ascesa del fondamentalismo che mette a tacere e spaventa la maggior parte dei mussulmani da una parte, e dall'altra l'idea che l'Islam sia una religione che vuole conquistare il mondo.

Del problema "fondamentalismo" si parla poco, e lo si liquida dicendo che si tratta di una minoranza, per paura di essere tacciati di islamofobia.

Cio' e' vero in termini numerici, ma in termini di influenza le cose sono diverse, e questa minoranza spesso tiene in ostaggio la maggioranza, com'e' accaduto spesso nella storia con altre maggioranze ostaggio di minoranze.

Dall'altra parte, queste iniziative "cosmetiche" non fanno che alimentare la vera islamofobia della "pancia" conservatrice americana.

Davvero credo sia un po' presto per questo tipo di iniziative, e c'e' bisogno di gesti concreti. Per esempio in Iraq.

L'Irlanda del Nord e' oggi piu' o meno in pace oggi, ma prova tu a costruire una chiesa protestante sul luogo del "Bloody Sunday".

:-)

Francesca E S Montemaggi ha detto...

Per Caldwell sul FT il progetto rischia di creare tensione perche' manca di sensibilita'. http://www.ft.com/cms/s/0/11e44166-a199-11df-9656-00144feabdc0.html

Secondo me, piu' che sensibilita' si tratta del peso delle idee. Mi spiego. I luoghi non sono mai neutri, sono sempre pieni di significato e bisogna camminarci facendo attenzione. Il problema e' che ognuno da' un significato diverso al luogo. Chi deve decidere che significato dare all'ICC e a Ground Zero? Bisogna poi per forza dar loro un significato? L'ICC non e' un monumento percio' ogni significato gli andra' stretto. Dare all' ICC significato simbolico di liberta' religiosa e tolleranza, come fa il Rabbino, e' conferire una responsabilita' enorme a chi lo frequentera. Sembra designare i musulmani dell'ICC come rappresentanti di pace. La disputa si gioca tutta sulle idee e ci si dimentica delle persone, delle costruzioni e dello spazio che cambiano continuamente. Si vede che sto a City & Planning? :)

נחום ha detto...

@Yoss - io non so bene come la penso sulla guerra in Irak e su quella in Afghanistan, ma anche se fosse vero che la' ci stanno le ragioni del successo del fondamentalismo [so che non dici questo, quindi non lo dico nemmeno io :-) ] il problema e' il qui-ed-ora. E credo abbia ragione Valentina, se questa e' una possibilita' per aprire ai musulmani moderati perche' no? Tra l'altro ci sono musulmani, anche a Londra, che sono piuttosto contenti della fine di Saddam, ne ho incontrati in incontri inter-religiosi e spero che la leadership del Cordoba Centre sia sulle loro posizioni. Che siano appunto "messaggeri di pace": questa e' @Frances, ed e' una faccenda in cui non vedo nulla di male.

Yossarian ha detto...

e spero che la leadership del Cordoba Centre sia sulle loro posizioni.

Nahum, lo spero anch'io, i mussulmani che conosco sono persone fantastiche e amici sinceri (decisamente piu' sinceri di molti occidentali), tuttavia credo che sia ancora un po' presto per quella che a mio avviso e' una mera questione di PR.

Comunque mi pare che uno dei referenti del Cordoba Center non sia molto incline a dare lumi sulla fonte dei finanziamenti e questo onestamente non aiuta.