sabato 29 gennaio 2011

Non so se Franco si ricordasse di me. Certo io mi ricordo di lui - un signore con lo sguardo da ragazzo, che una sera alla settimana stava accanto a quella che per me era la porta di ingresso, o di uscita, da Milano. Con un gran mazzo di riviste anarchiche, ed una borsa piena di libri. 

Ci eravamo sentiti per telefono anni prima, quando ancora ero liceale e, assieme a qualche coetaneo, volevo sapere qualcosa di piu' sulla storia dell'obiezione di coscienza. Franco Pasello  nel 1976 aveva fatto quasi venti mesi di carcere, tra militare e civile, per non rispondere allo Stato - persino quando gli arrivo' la cartolina di congedo lui la restitui' al mittente. Era il piu' famoso obiettore anarchico d'Italia e qualcuno ci/mi aveva dato il suo numero di telefono.

Dopo anni eravamo li', io ero uno studente universitario, a Milano  infuriavano gli anni Ottanta, e io fatto molte chiaccherate con Franco. Spesso mi portavo a casa quelle riviste  dai titoli roboanti "Volonta'", "Umanita' Nova"... Pagine dove ebreo o israeliano non erano mai sinonimi di oppressore

E anche qualche libro, si'. Memorabile quello su il C.T., quel signore, anarchico anche lui, che aveva riempito Milano di scritte indistruttibili, spiegando che la Chiesa ti uccide con l'onda. Il libro, se vi capita, leggetelo. Nonostante la veste spartana ed autoprodotta, e' uno dei migliori libri di storia del Ventesimo secolo - gli autori si sono messi a ricercare le origini della ossessione di C.T. per le onde assassine ed hanno scoperto una delle prime psicosi di massa del Ventesimo secolo. 

Franco Pasello distribuiva libri e riviste. Di professione panettiere, faceva quello che gli anarchici hanno fatto per un paio di secoli: distribuiva carta stampata, parole, con la convinzione che potesse far saltare per aria il mondo e farlo ripiombare a terra, in una forma piu' giusta. Nella Spagna della Guerra Civile, quando i clerico-fascisti uccidevano ogni traccia di civilta', ed i comunisti ammazzavano il controrivoluzionario Camillo Berneri, gli anarchici insegnavano ai contadini a leggere e scrivere. Perche' la Repubblica potrebbe finire, ma questo restera' con voi per sempre. 

Franco Pasello non mirava a reclutare - non era nemmeno affiliato ad alcuna delle, alquanto litigiose, organizzazioni anarchiche italiane. Conosceva tutti, ed era conosciuto da tutti gli anarchici d'Italia - il primo obiettore totale... e dai loro simpatizzanti di varia gradazione. Tra cui io. Io che, anche quando mi ero ormai trasferito a Milano  mi trovavo ogni tanto a chiaccherare con lui. Gli parlavo dei miei viaggi in Israele. Progettavo un sito web sul C.T. Che non si e' fatto mai. Franco aveva piu' di un dubbio su questa roba chiamata Internet: lui usava ancora la macchina da scrivere.

Anni dopo ho ri-incontrato Franco Pasello. Mentre ci si batteva per i diritti civili dei Sinti e dei Rom, ho fatto qualche amicizia, e guarda un po' cosa si va a scoprire, da anni Franco girava per gli stessi campi in cui giravo io. O quelli vicini, che io visitavo cercando di trovare un via per il diritto all'acqua e all'istruzione, per esempio. E anche quello a non essere cacciati via dal pezzo di terra che hai comprato [questo succedeva, e ancora succede, ai Rom in Italia: alla faccia della proprieta' privata sacra ed inviolabile, alla faccia della Costituzione]. Io stavo cercando di mettere su carta un insieme di storie straordinarie; speravo di scrivere un libro su Zingari italiani e Resistenza al fascismo, non credo ci sia bisogno di spiegare quanto sarebbe stato importante. In una Italia nata dalla Resistenza, in cui sindaci di destra e sinistra operano concordemente sgomberi "dei nomadi". Erano gli anni dell'arrivo dei primi Rom rumeni in Italia, e Franco si stava spendendo, generoso come sempre, per i loro diritti: ospitalita', permessi di soggiorno, cibo, acqua: vita.

Le storie che andavo raccogliendo sono rimaste manoscritte, annotate su tanti quaderni, assieme a impressioni, note, tabu', genealogie, vendette, condanne e assoluzioni.  Franco, mi aveva dato una mano per capirci qualcosa, in quel mondo complicato. E quei quaderni sono rimasti in Italia, accanto al libro sul C.T.

Lo ho saputo solo ora, per caso. Franco Pasello, uomo giusto e generoso, e' morto l'ottobre scorso. Gli anarchici hanno una magniloquente tradizione funeraria, le loro tombe sono spesso monumenti, i funerali un dispiego di canti e bandiere. Franco, individualista come sempre, non ha voluto niente di tutto quello, ma solo che si facesse una festa in suo onore.

E io, per la prima volta, in questi anni, avrei voluto essere in Italia.

7 commenti:

kurdt ha detto...

Che bel post compare!

Mi piacciono un sacco i ritratti ben fatti.

Riguardo gli anarchici, hanno sempre preso schiaffi, da destra sinistra, e pure dall'alto.

E come tutte le cose che vengono imballate dentro una parola , "Anarchico" non esiste.

"Anarchico" ora lo dicono i telegiornali per minacciare rivolta.
"Attenzione, arrivano gli anarchici!" è il nuova Baubau.

Si sono dimenticati la parte vagabonda e dolce, dell'anarchismo, che tu mi hai ricordato.


Kurdt

נחום ha detto...

Grazie. E ricordati che il clero uccide con l'onda - migliaia di morti in Italia.

mp ha detto...

Concordo pienamente con il "bel post" del compare kurdt.

leftheleft ha detto...

Camillo Berneri, Umanità nova, a-rivista anrchica, senzapatria, la libreria Utopia a Milano
Sapessi....

Remiam finché la nave
si schianti sui frangenti,
alte le rossonere
fra il sibilar dei venti!

E sia pietosa coltrice
l'onda spumosa e ria,
ma sorga un dì sui martiri
il sol dell'anarchia.

נחום ha detto...

Camillo Berneri "nemico del popolo" secondo i suoi assassini. E Senzapatria; hai detto : Senzapatria? "Quando lo Stato si prepara ad assassinare si fa chiamare Patria". Mi beccarono con quella rivista sotto il banco e rischiai la sospensione da scuola...

"Ci chiaman sovversivi
Ribelli e malfattori
Figli siam del lavoro
Poveri stanchi e oppressi!"

leftheleft ha detto...

eh, eh ..
mi ricordo quando facevo le manifestazioni in solidarietà agli obiettori totali (non erano testimoni di geova).

nostra patria è il mondo intero
nostra legge la libertà

Anonimo ha detto...

Grazie. Aver saputo della sua morte (avevo perso ogni contatto) dal tuo blog me l'ha resa più leggera. Credo sarebbe piaciuto si ricordasse che la miglior analisi sull'antisemitismo di Mussolini è di Barbieri. Sono tre righe fulminati.
barbara